Marea nera, effettuato lo “static kill” il pozzo verrà cementato. Non perde più? Due video

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bp marea neraMarea nera nel golfo del Messico, effettuato lo “static kill” l’amministrazione Usa ha detto sì anche all’operazione successiva: la Bp dunque provvederà a cementare il suo pozzo finito fuori controllo il 20 aprile, e che ha riversato in mare circa 5 milioni di barili di petrolio. Il più grave disastro del genere.

Fin qui le informazioni ufficiali. Tutto a posto, happy end dietro l’angolo? Viste le menzogne altrettanto ufficiali che hanno accompagnato questa storia, vi faccio vedere due dei numerosi filmati che girano su Youtube: davvero è tutto tranquillo là sotto, davvero il fondale non si è crepato? E il pozzo non perde più? Giudicate con i vostri occhi. I miei vedono cose diverse da quelle che si leggono sulle news.

Andiamo con ordine. Secondo le previsioni, sarebbero state necessarie 30-60 ore per effettuare lo “static kill”, cioè per riempire la colonna del pozzo di fanghi pesanti in grado di tenere giù gli idrocarburi. L’operazione invece è stata effettuata ieri in 8 ore: alla velocità della luce, praticamente.

Non ho trovato spiegazioni a proposito del motivo di tutta questa rapidità. Che la Bp abbia fretta di sigillare i suoi misfatti?

Successivamente il pozzo è stato tenuto sotto controllo per verificare che nulla ne uscisse, e che la colonna di fanghi pesanti rimanesse a far da tappo, senza sparir via da eventuali crepe prodottesi nel collo del pozzo.

Queste eventuali crepe consentirebbero anche la fuga degli idrocarburi, che potrebbero aprirsi una strada fino a sbucare da qualche altra parte nel fondale. Lo scenario più frammatico. Ricorderete che all’epoca del top kill fallito ad un senatore Usa risultava proprio (in seguito a confidenze ricevute da tecnici della Bp) che una parte del fango pompato dentro il pozzo si fosse in realtà infiltrato nel sottosuolo.

Ora tutte le preoccupazioni relative all’integrità del pozzo sembrano svanite. Almeno per la Bp e per l’amministrazione Usa. Continua invece ad essere preoccupato il popolo di internet, che posta su Youtube spezzoni dei video girati ininterrottamente dalle telecamere subacquee e trasmessi in diretta web.

Questo che stata per vedere mi sembra il più significativo. Non è per nulla spettacolare, non si vedono tempeste di presunti idrocarburi levarsi dal fondale e che potrebbero anche essere sedimenti smossi dai robot al lavoro lì sotto. E’ un video lungo, lento e statico, ripreso ieri: ma a me sembra proprio di vedere tenui colonne di nuvolette e bolle scure sprigionarsi lentamente dal suolo.



Vi ho detto quello che vedono i miei occhi: secondo le informazioni ufficiali non esistono perdite di sorta. C’è un altro video interessante, molto breve, anch’esso di ieri. Riprende la grossa valvola che chiude la testa del pozzo e le bollicine che ne fuoriescono.



In teoria il pozzo ora è pieno solo di fanghi pesanti, ha raggiunto un equilibrio statico e non ne esce nulla. Invece dalla valvola direi che qualcosa esce proprio. E non è fango: esso – in quanto pesante – dovrebbe colare verso il basso, dice il mio buonsenso di profana. Queste bollicine scure invece imboccano senza esitazione la strada che porta in superficie.

Ognuno si faccia l’idea che crede. Ho cercato invano spiegazioni a queste immagini viste in diretta web da migliaia e migliaia di occhi sparsi in tutto il mondo.

Si trova facilmente abbondanza di notizie a proposito del fatto che l’amministrazione Usa pretende anche l’uso dei relief well per sigillare definitivamente il pozzo (la Bp sembra meno entusiasta della prospettiva) e sul fatto che la maggior parte del petrolio riversato nel Golfo del Messico si è già dissolto insieme al suo carico di veleni, come lo zucchero nel tè.

Farei presente che lo zucchero nel si dissolve ma non sparisce: addolcisce. Significa che il Golfo del Messico è tuttora avvelenato. Buono, il tè ben zuccherato. Lo berremo insieme un’altra volta, se vorrete.

Sull’Huston Chronicle lo “static kill” richiederà 30-60 ore

Su Bloomberg la Bp ha impiegato 8 ore per effettuare lo “static kill”

Sul New York Times lo “static kill” sembra funzionare

Su Bloomberg l’amministrazione Usa permette alla Bp di cementare il pozzo

Su McClatchy l’amministrazione Usa perentoria, la Bp più sfumata sui relief well

Sul New York Times la gran parte del petrolio riversato nel Golfo del Messico si è dissolta come lo zucchero nel tè

Foto Flickr

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