Quanti animali sono morti a causa della marea nera nel Golfo del Messico? Ufficialmente pochi. Ma forse molti di più: sotto trovate il video in cui Riki Ott, tossicologa marina, parla apertamente di carcasse nascoste. Fatte sparire.
Da chi? Dalla Bp: nelle sue parole è implicito ma chiaro.
La Bp, proprietaria del pozzo di petrolio fuori controllo dal 20 aprile, pagherà danni commisurati anche al numero degli animali morti, sebbene il “valore” di ciascuno di essi sia ancora da determinare.
Questo potrebbe spiegare la, diciamo, ferrea determinazione con cui tiene i giornalisti lontani alle spiagge imbrattate: vuoi mica che fotografino un pellicano o una tartaruga stecchiti sul bagnasciuga? Il conto salirebbe…
La conta degli animali fa venire in mente la conta dei barili, anch’essa commisurata ai danni da pagare. Ricordate? All’inizio la Bp proclamò: ogni giorno solo mille barili di petrolio in mare. Ma torniamo agli animali.
Secondo il conteggio ufficiale sinora sono stati trovati morti 783 uccelli, 353 tartarughe e 41 mammiferi marini.
Sorprendente: il disastro della Exxon Valdez – solo una piccola frazione di quel che accade nel Golfo del Messico – uccise 250.000 uccelli e centinaia di lontre.
E’ sorprendente. Ma soprattutto: è possibile? Ecco il video in cui Riki Ott parla delle carcasse sparite. Insiste anche sui pericoli per la salute: è un punto su cui voglio presto tornare.
Secondo la legge americana, la Bp è tenuta a riparare ai danni che essa stessa ha causato. Di conseguenza ha il controllo delle operazioni sulle spiagge imbrattate di petrolio. Non lascia avvicinare nessuno, men che meno i giornalisti. Le autorità americane non si oppongono: se la Bp deve gestire la situazione, la gestisca come meglio crede.
Agli operai addetti alla pulizia delle spiagge viene dato ordine di non parlare. Di non raccontare niente ai giornalisti. E così fanno. Si può anche capirli: è per la pagnotta quotidiana.
Così, se ci sono carcasse sulla spiaggia, i giornalisti non le vedono e non le fotografano. Con qualche eccezione. All’inizio di giugno, un reporter ha convinto un operaio addetto alle pulizie ad accompagnarlo su un’isola della Louisiana e ha scritto (niente foto) di spiagge coperte da animali morti o morenti e imbrattati di petrolio.
La conta delle carcasse, dicevo, fa venire in mente la conta dei barili di petrolio che ogni giorno finiscono in mare. Ognuno “vale” mille dollari di multa. All’inizio la Bp diceva: ogni giorno solo mille barili!
Più passa il tempo, più le stime ufficiali salgono. Le ultime parlano di 35.000-60.000 barili al giorno. Tempo fa un esperto indipendente disse: fino a 100.000 barili al giorno. Poco per volta, forse, gli daranno ragione.
Su Cnn Money quanto vale un pellicano morto
Il conteggio degli animali trovati morti
Su Cnn la Bp sta nascondendo ai media gli animali morti?
Su The Raw Story Riki Ott suggerisce che la Bp stia nascondendo le carcasse degli animali uccisi dal petrolio
Sul Sole 24 Ore un giornalista italiano tenta inutilmente di visitare un’isola colpita dalla marea nera
Su Daily News un giornalista visita di nascosto una spiaggia colpita dalla marea nera e parla con un anonimo operaio addetto alle pulizie
Foto Flickr








