Torno sulle alluvioni come quella di lunedì. Il budget italiano 2010 per la prevenzione del dissesto idrogeologico è di appena 55 milioni di euro.
Negli ultimi 12 mesi sono invece stati spesi 237.570 milioni di euro per fronteggiare le varie emergenze legate a frane e inondazioni: ha fatto i conti Legambiente.
I soldi sono serviti per spalare macerie, per cercare di ricostruire. Non per rimuovere le cause dei disastri.
E tutto il denaro del mondo non potrà riportare in vita le 44 persone morte dall’ottobre 2009 in poi a causa delle alluvioni.
Non è scritto negli astri che l’Italia debba essere flagellata dalle alluvioni. L’uomo ha modificato profondamente l’assetto del territorio che era stato modellato dalla natura: e se non si cura di tenere in piedi questo equilibrio artificiale, alla prima pioggia violenta la natura fa a modo suo.
I torrenti e i fiumiciattoli intubati si intasano facilmente di detriti: e diventano bombe d’acqua. Per non parlare degli edifici costruiti in zone soggette a inondazioni, o addirittura sul letto di fiumi e fiumare.
Il cemento non assorbe l’acqua: e nel 1995-2006 case, strade, capannoni, svincoli e annessi hanno ricoperto 750.000 ettari di terreno. Un’estensione pari a quella dell’Umbria. Calcoli più recenti non sono disponibili, ma negli ultimi quattro anni non ci siamo certo lesinati i cantieri.
In questa situazione una prevenzione a tappeto, spalmata con una miriade di piccole opere su tutto il territorio nazionale, sarebbe la prima cosa da fare.
Servirebbero appena 4,1 miliardi di euro: ammortizzabili in poco tempo, visto che le alluvioni nel 1994-2004 hanno prodotto danni per 20 miliardi. Oltretutto i soldi spesi in questo modo contribuirebbero a creare lavoro e a rimettere in moto l’economia.
Mannò. L’Italia e il suo Governo hanno il tarlo del mattone. Si preferisce continuare a costruire case che poi restano vuote (a proposito: ho notato un ulteriore incrementi dei cartelli “Vendesi” agli angoli delle strade).
Direi che al Paese manca un potente cognato privo di interessi palazzinari e versato invece nel riassetto del territorio. Solo lui, probabilmente, ci potrebbe salvare.
Il comunicato stampa di Legambiente: i fondi stanziati per le principali emergenze idrogeologiche negli ultimi 12 mesi
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