Continua la sparizione delle api. Sono arrivati i dati ufficiali degli Stati Uniti: durante l’inverno sono diminuite del 33%. Una su tre è morta. I raccolti (il nostro cibo) dipendono in larga misura dall’impollinazione effettuata dalle api.
La moria di api si fa sentire da alcuni anni in tutto il mondo, Italia compresa, anche se in proporzioni generalmente minori rispetto agli Usa. Si ritiene che le cause siano molteplici, e legate all’agricoltura industriale.
Visto che l’America, si dice, è all’avanguardia, e indica la direzione del cosiddetto sviluppo anche alla sponda europea dell’Atlantico, è il caso di dare uno sguardo alla situazione.
I dati aggiornati sulla moria di api negli Stati Uniti derivano dallo studio effettuato per il quarto anno consecutivo da Apiary Inspectors of America e dal Dipartimento dell’Agricoltura, sulla base delle informazioni fornite dagli apicoltori.
Circa un terzo degli apicoltori americani ha collaborato allo studio: un numero più alto rispetto al passato, e dati dunque più significativi.
Ne emerge che fra ottobre e marzo le api americane si sono appunto ridotte di un terzo. E’ il dato peggiore da quanto, nella stagione 2006-07, la moria è diventata evidente e si è imposta all’attenzione generale. Oltretutto lo studio si occupa solo dell’inverno, mentre le perdite possono essere significative anche durante la bella stagione.
Si stima che un terzo di tutto ciò che mangiamo dipenda dall’impollinazione effettuata dalle api.
Le cause della moria? Lo studio non si pronuncia, nè gli scienziati sono mai riusciti ad individuare il motivo esatto per cui le api sono in difficoltà in tutto il mondo.
Si parla di un mix di cause: virus, batteri, parassiti che si sono diffusi in tutto il mondo, sulle ali della globalizzazione, indebolendo il sistema immunitario delle api. Indebolimento dovuto al polline di colture Ogm, e aggravato dall’abitudine degli apicoltori americani di ooffrireffrire alle api razioni di sciroppo di mais, quasi tutto di varietà Ogm.
Nel mix generalmente ipotizzato rientrano anche deficienze nutrizionali legate alla monocoltura: le api non hanno più a disposizione una gamma di fiori, ma vastissime superfici dedicate ad una sola coltivazione. E poi ci sono i pesticidi, i cui residui sono stati trovati in miele e polline.
Mi chiedono quanti altri insetti selvatici stiano sparendo come le api. In ogni caso, produzione agricola e lavoro delle api sono legati in modo strettissimo da millenni. Ora questo legame sembra volersi spezzare. E non lo ritengo un bel segnale.
Il comunicato stampa del Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti: i dati sulla morìa di api durante l’inverno
Da Green Senior perchè le api muoiono
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In nome del Dio DENARO si sta ormai modificando in modo irreversibile
tutto l’ambiente naturale … rimarrà solo il DENARO … ma non si può mangiare.
forse nell’arca dei semi in Norvegia si devono portare anche un po di API
… non mi ricordo chi sono i proprietari…
Sono un profano di apicoltura ma ho sentito un esperto apicoltore che mi ha “turbato”.
1) è vero che anche dopo curate le api possono riammalarsi se vengono a contatto con altre api ammalate?
2) è vero che nel centroitalia qualcuno si sta preparando ad un’apicoltura biologica “industriale” che non prevede la cura delle api ammalate ma l’eventuale distruzione di tutto il contenuto di particolari alveari?
3) è vero che un’estesa apicoltura del genere potrebbe diffondere un contagio in maniera disastrosa?
Non ho idea, Profano. Proverò ad informarmi
L’azienda agricola di cui si parla nel centroitalia pare sia famosa nel settore fitoterapico. Le particolari arnie in costruzione pare contengano una banda circolare in acciaio inox sotto la quale dovrebbero formarsi sciami come in un albero in natura. Il prodotto industriale verrebbe ottenuto per “spremitura”, come quello che riesce a rubare l’orso in natura. O biologico…o morte.
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