Lo scioglimento dei ghiacci artici dovuto al riscaldamento globale è così massiccio che una compagnia di telecomunicazioni progetta un cavo sottomarino in fibra ottica attraverso il mitico passaggio a Nord Ovest, quello che ii norvegese Roald Amundsen esplorò con tanta fatica nel 1906.
Il cavo sarebbe stato assolutamente impensabile fino a pochi anni fa. Il progetto fa il paio con l’apertura alle navi da carico, la scorsa estate, della rotta artica attraverso l’altrettanto mitico passaggio a Nord-Est.
Il cavo sottomarino lungo il passaggio a Nord Ovest è un progetto della compagnia di telecomunicazioni Kodiak-Kenai Cable Co.
Mira ad unire Londra e Tokyo – l’oceano Atlantico e l’oceano Pacifico – lungo la via più breve, passando dall’arcipelago artico del Canada e dallo stretto di Bering.
Sarebbe carissimo – 1,2 miliardi di dollari, dato l’ambiente proibitivo – ma renderebbe le comunicazioni fra Londra e Tokyo più veloci di alcune decine di millisecondi. Un vantaggio che a noi comuni mortali sembra assolutamente trascurabile, ma che gli operatori finanziari ritengono invece di vitale importanza.
Ma non è questo che qui interessa. Ne parlo perchè l’idea di un cavo sottomarino lungo il passaggio a Nord Ovest, neppure lontanamente concepibile solo pochi anni addietro, dà la misura di come il riscaldamento globale abbia alterato l’Artico in profondità.
Nell’estate del 2005 si aprì per la prima volta il passaggio a Nord Est. Nell’estate del 2007 quello a Nord Ovest. Nel 2008 tutti e due i passaggi furono aperti contemporaneamente per la prima volta, si calcola, da 125.000 anni.
L’estensione estiva dei ghiacci artici ha toccato il minimo nel 2007, e la maggior parte degli scienziati ritiene che in futuro si osserverà uno scioglimento sempre più rapido e massiccio: addio banchisa già nell’estate del 2030, secondo qualcuno.
Su Associated Press via Yahoo! News l’Artico si scioglie. Un cavo per le telecomunicazioni attraverso il mitico passaggio a Nord Ovest
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