Tengo vivo il discorso sull’impatto ambientale dell’acqua in bottiglia con il video “The story of bottled water” (la storia dell’acqua in bottiglia, appunto), di Annie Leonard, già autrice de “La storia delle cose” (consumismo e cultura dell’usa e getta) e “The story of cap and trade”, dedicato al mercato dei diritti di emissione di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra.
“The story of bottled water” non è ancora disponibile in edizione italiana, ma le immagini parlano da sole. Spiega che l’acqua in bottiglia non è una vera necessità – c’è l’acqua del rubinetto – e che produrre e trasportare bottiglie significa consumare risorse, inquinare e generare rifiuti.
L’acqua in bottiglia costa 200 volte più di quella del rubinetto, sottolinea il video, e spesso è meno controllata. Ecco: al bar, spendereste volentieri 200 euro per una tazzina di caffè che di solito ne costa uno solo?
Pensate se il denaro che ruota attorno all’acqua in bottiglia fosse invece usato per assicurare acqua dell’acquedotto, pulita e sicura, a tutti gli esseri umani. Soprattutto al miliardo circa di persone che non ha accesso all’acqua.
Il sito di “The story of bottled water”
The story of Stuff Project









il massimo però sarebbe se non ci fosse più inquinamento, così si potrebbe raccogliere l’acqua piovana e bere quella, senza per forza doverla filtrare con sistemi costosi..
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