La foto della cupola con cui BP tenterà di bloccare il petrolio nel Golfo del Messico

mag  10
6

cupola BPE’ pronta la cupola, o imbuto, con cui la Bp spera di imbottigliare il petrolio che da due settimane zampilla dai fondali del Golfo del Messico, a 1.500 metri circa di profondità, dopo l’incendio della piattaforma Deepwater Horizon. Funzionerà? Non lo sa nessuno, e non c’è un piano di riserva.

Ora ve la faccio vedere più grande, e cerco di spiegare in cosa consiste l’unica carta disponibile per contenere la marea nera.

Questa struttura, salvo imprevisti, verrà calata nel fine settimana sopra la maggiore delle tre falle che, in seguito all’esplosione della piattaforma, si sono prodotte nel tubo che portava in superficie il petrolio.

cupola bp

E’ alta 12 metri, e fabbricata in acciaio e cemento. Pesa 98 tonnellate. Si spera che catturi l’85% della perdita. In cima – vedete quella sorta di collo di imbuto nella foto – verrà inserito un tubo che condurrà il petrolio ed il gas che sgorgano dal giacimento ad una nave, la Deepwater Enterprise.

Qui gli idrocarburi verranno trattati, separando acqua, gas e petrolio, che verrà stoccato e poi consegnato a terra. La Deepwater Enterprise è in grado di trattare 15.000 barili di petrolio al giorno.

Tuttavia ieri, prima che fosse tappata la più piccola delle tre falle, la Bp ha ammesso che il petrolio potrebbe finire in mare al ritmo di 60.000 barili al giorno. Altro che i 5.000 barili (800.000 litri circa) ufficialmente contabilizzati. Se davvero la perdita è molto più copiosa, ovvio che la nave potrebbe non farcela.

E non è l’unico motivo di preoccupazione. Anche se si riuscirà a collocare la cupola al posto giusto e se tutto il dispositivo funzionerà, secondo gli esperti esistono delle incognite dovute alla scarsa compattezza del fondale. Altre incognite sono legate al fatto che simili “imbuti” sono stati finora utilizzati solo in acque basse. Qui invece la profondità è di 1.500 metri.

Il portavoce della BP, messo alle strette dalle domande della Bbc, ha espresso l’ardente speranza che la cupola faccia il suo dovere: altrimenti, ha detto, si proveranno altre soluzioni, finchè non verrà trovata quella adatta.

Quali altre soluzioni? Non l’ha detto. Non esiste un piano B, mi sentirei di dedurre. Incrociamo le dita: ma anche a cupola funzionante, questa storia non sarà finita. Per ammissione della BP, il petrolio smetterà di uscire solo quando sarà scavato un pozzo parallelo a quello che perde, e in grado di “pescare” nello stesso giacimento. Operazione che richiederà due-tre mesi.

Su The Oil Drum la cupola con cui BP tenterà di bloccare il petrolio nel Golfo del Messico

Sulle Bbc News la cupola e l’intervista al portavoce della BP

Foto

Articoli correlati


Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio

Questa voce è stata pubblicata in Inquinamento e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

8 risposte a La foto della cupola con cui BP tenterà di bloccare il petrolio nel Golfo del Messico

  1. Flavio scrive:

    La bp fa il possbile diamogli una mano….nn è colpa loro infondo, ma della crudeltà dela Destino… dobbiamo fermare quella fonte nera a costo di bruciarla tutta in un ecpirosi immensa…

  2. De Luca Massimo scrive:

    potrei sapere il diametro e la pressione del tubo che sta distruggendo il golfo del messico?
    Distinti saluti da De Luca Massimo aspetto la vostra risposta per potervi dare il mio aiuto

  3. maria scrive:

    Non l’ho letto da nessuna parte. Non ne ho proprio idea, Massimo. Puoi provare a rivolgere la domanda direttamente alla BP, attraverso la pagina del suo sito internet dedicata alle idee per fronteggiare la catastrofe nel Golfo del Messico
    http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/doc/2931/541843

    Oppure puoi chiederlo al Noaa (National Ocean and Atmospheric Administration). che ha messo su un’altra pagina web dedicata alla marea nera con numerosi riferimenti per il contatto
    http://response.restoration.noaa.gov/topic_subtopic_entry.php?RECORD_KEY(entry_subtopic_topic)=entry_id,subtopic_id,topic_id&entry_id(entry_subtopic_topic)=809&subtopic_id(entry_subtopic_topic)=2&topic_id(entry_subtopic_topic)=1

    Terza possibilità, formulare la domanda nei commenti alla pagina di The Oil Drum dedicata agli aggiornamenti dal Golfo del Messico
    http://www.theoildrum.com/node/6449?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+theoildrum+(The+Oil+Drum)&utm_content=Google+Reader
    E’ un sito frequentato da esperti, qualcuno di loro probabilmente è in grado di rispondere.

    Ma soprattutto, se hai un’idea descrivila per prima cosa qui, nei commenti a Blogeko!

  4. padovano cosimo scrive:

    TROVATA SOLUZIONE PER FERMARE E’ RECUPERARE IL PETROLIO CHE FUORI ESCE , E ARRESTARE L’INQUINAMENTO CHE SI STA VERIFICANCO SULLE COSTE DEL MESSICO. POTETE CONTATTARMI AI N.0039 0994742649 .N.0039 3389567521. E MEIL padovanomimmo@hotmail.it

  5. davide gigli scrive:

    secondo l’unico modo per fermare la marea nera e fabbricare degli anelli posati uno sopra l’ altro come un pozzo fino a superfice

  6. Pingback: Un’animazione che mostra estensione e traiettoria della marea nera nel Golfo del Messico « green makers group

  7. Pingback: Petrolio nel Golfo del Messico, calcoli rivisti al rialzo dopo il video. Una Exxon Valdez ogni 5-6 giorni « green makers group

  8. al scrive:

    io parlerei invece di destino crudele di responsabilità, rischio imprenditoriale e incoscienza umana!

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>