Il picco del petrolio è il più noto. Ma anche altre risorse diventano (o rischiano di diventare) sempre più scarse, costose e difficili da procurare.
Acqua, pesce, prodotti agricoli… Il Governo inglese vuol vederci chiaro e ha commissionato uno studio complessivo sulla scarsità di approvvigionamenti che – si teme – potrebbe colpire ogni settore dell’economia.
Economia ed ecologia sono due facce della stessa medaglia. La Terra è un sistema chiuso e limitato. Le sue risorse non sono infinite, e da esse dipendono tutte attività umane.
La notizia dello studio voluto dal Governo inglese viene dal Guardian. Il quotidiano ricorda che diverse ricerche hanno già segnalato un’incombente crisi delle risorse naturali, drasticamente impoverite a causa dell’uso troppo abbondante che se ne fa. E poi inquinamento, distruzione degli ambienti naturali, cambiamenti climatici…
Il Governo, riferisce, ha preso questa iniziativa in seguito in seguito al repentino aumento dei prezzi di molte materie prime sui mercati globali e ai tumulti legati alla crisi alimentare.
In più, dice ancora il Guardian, alcuni Paesi da una parte stanno acquistando ed accumulando materie prime e addirittura terre coltivabili situate fuori dai confini nazionali; dall’altra stanno diminuendo le proprie esportazioni, nel tentativo di proteggere se stessi dalla crescente competizione globale.
Secondo il responsabile del Department for Food, Environment and Rural Affairs, inoltre, non c’è solo il problema delle risorse che si stanno esaurendo ma anche di quelle che potrebbero diventare difficili da procurare in seguito a fattori geopolitici o per l’entrata in vigore di norme più severe di protezione della natura.
Lo studio sulla possibile scarsità di risorse globali è stato commissionato all’agenzia di consulenza Aea. Dovrebbe essere pronto per l’autunno.
Sul Guardian il Governo inglese commissiona uno studio sulla possibile scarsità di risorse globali
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