Un fine settimana (quasi) senza aerei in Europa a causa dell’eruzione di Eyjafjallajokull, l’impronunciabile vulcano islandese.
Al di là dei tanti disagi, è possibile cercare di indagare gli effetti sul clima e tracciare un “bilancio ecologico” della faccenda.
La nube di cenere avrà un effetto rinfrescante? La risposta degli esperti, in sintesi, è: ben poco.
Piuttosto i vulcani islandesi (e non solo quelli), pare, potrebbero intensificare le eruzioni nei decenni a venire, man mano che il riscaldamento globale fa assottigliare i ghiacci che li ricoprono.
Intanto c’è un grafico che riassume l’anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) emessa dal vulcano, e quella risparmiata all’atmosfera a causa degli aerei che non hanno volato. Si direbbe che Eyjafjallajokull abbia fatto un favore al pianeta. Guardate.

Il sollievo dato dall’eruzione di Eyjafjallajokull alle emissioni di gas serra è ovviamente del tutto effimero. Il grafico è una stima di Information is Beautiful basata su dati scientifici, ed è una sorta di work in progress tracciato on line a più mani. L’immagine è ricavata nel momento in cui il scrivo, ma se ci cliccate sopra si apre l’eventuale versione aggiornata.
la cenere gettata in aria dal vulcano ha degli effetti rinfrescanti sul clima, dato che riflette la luce solare: l’eruzione islandese però, sempre che le cose non cambino, sembra in grado di avere ripercussioni soltanto molto modeste, effimere e locali.
C’è un’altra cosa da dire. L’eruzione che ha fermato il traffico aereo potrebbe essere solo un assaggio. Freysteinn Sigmundsson, un vulcanologo islandese, ha dichiarato a Reuters che lo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale può “svegliare” i vulcani che, come Eyjafjallajokull, sono coperti appunto da uno strato di ghiaccio.
Per tagliare il concetto con l’accetta: se diminuisce la pressione esercitata dal ghiaccio, il magma risale più facilmente verso la superficie.
Non c’è alcun motivo di credere che l’assottigliamento della calotta abbia provocato l’eruzione dei giorni scorsi, ha sottolineato lo studioso: Eyjafjallajokull si trova sotto uno spessore di ghiaccio relativamente modesto.
Però il “risveglio” dei vulcani che dormono sotto il ghiaccio potrebbe manifestarsi nei decenni a venire, man mano che si faranno più intensi gli effetti del global warming: e infatti c’è stato gran fervore di attività eruttiva in Islanda circa 10.000 ani fa, alla fine dell’ultima era glaciale, apparentemente proprio per la minor pressione esercitata dai ghiacci sulla crosta terrestre.
Non si volava in aeroplano, 10.000 anni fa. E uno degli effetti paradossali dei cambiamenti climatici potrebbe essere anche l’impossibilità di volare con la stessa intensità di oggi.
Da Effetto Cassandra gli effetti sul clima dell’eruzione di Eyjafjallajokull
Da Effetto Cassandra vulcani e clima
Su Reuters l’assottigliamento dei ghiacci può “svegliare” i vulcani islandesi
Il grafico con il bilancio dei gas serra legati all’eruzione è via Clean Technica
Foto Flickr/Nasa









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complimenti per l’articoli. l’argomento Islanda e i suoi vulcani è molto affascinante.
Se possibile vorrei rimandarvi ad un link dove ci sono alcuni approfondimenti sui vulcani islandesi: http://www.viaggioinislanda.it/viaggio-sul-vulcano-krafla.html
Grazie della disponibilità