Il cibo che viaggia. Quanto costano alla Terra i pomodori cinesi usati al posto dei San Marzano

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pomodoriQuanto costano alla Terra i pomodori cinesi utilizzati per la passata al posto dei San Marzano perchè costano meno?

Ho scoperto un bel sito che calcola le emissioni di anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) legate ai viaggi compiuti dal cibo. Si chiama Food Miles Calculator: in fondo trovate il link.

Il Calculator sottolinea gli effetti sul clima legati al trasporto dei generi alimentari. A me piace mettere l’accento anche un altro aspetto:muovere le merciinquina e richiede l’impiego di energia (l’elettricità per i treni, il kerosene per gli aerei, la benzina per gli autocarri) che potrebbe più utilmente essere impiegata in un altro modo.

Invece la si spreca per correre dietro ai centesimi di convenienza economica, o allo sfizio di chi vuole le ciliegie argentine sulla tavola di Natale. Il conto, poi, lo paga la Terra.

Un carico di pomodori cinesi spediti da Pechino a Roma (il Calculator si limita a considerare le distanze fra le capitali) viaggia per 8.125 chilometri. Le emissioni di anidride carbonica sono pari a 1818, 1464 o 505 chili a seconda che il terasporto venga effettuato su un aereo, su un’auto o sul treno.

italia cina

In Nuova Zelanda hanno l’abitudine, ebbene sì, di consumare kiwi prodotti soprattutto in Italia. Sono 18.540 chilometri e (a seconda del mezzo di trasporto) 4148, 3341 oppure 1525 chili di anidride carbonica: anche se, dal momento che la Nuova Zelanda è un’isola, organizzare il viaggio in treno mi sembra un po’ dura.

Le rose e la frutta del Kenya? 5388 chilometri. Le già citate ciliegie argentine? 11.154 chilometri.

Eccetera eccetera: basta leggere le etichette dei prodotti acquistati al supermercato e continuare il giochino. Non cambia niente, ma si acquisisce la consapevolezza delle proprie azioni. Ed è un gesto rivoluzionario.

Food Miles Calculator

Foto, foto

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4 risposte a Il cibo che viaggia. Quanto costano alla Terra i pomodori cinesi usati al posto dei San Marzano

  1. david c scrive:

    e la nave non viene utilizzata?

  2. maria scrive:

    Certo che sì. Ma non l’hanno calcolata, anche perchè credo che il discorso diventerebbe complesso: bisognerebbe considerare l’inquinamento atmosferico derivante da ossido di azoto e ossido di zolfo.

  3. Andrew scrive:

    Ci vorrebbe proprio la tracciabilità completa degli ingredienti dei prodotti composti da diversi sottoprodotti. Qualche tempo fa in un discount vicino a casa ho trovato dell’aglio cinese (e c’era scritto). OK, non lo compro. MA come faccio a sapere da dove vengono le cipolline che compro sott’aceto? Il fatto che sia fatto in Italia purtroppo non penso garantisca nulla della materia prima.

  4. I kiwi in Nuova Zelanda potrebbero farli venire da vicino, visto che australiani e neozelandesi li esportano in giro per il mondo; c’è però da dire che l’Italia rappresenta circa la metà della produzione mondiale di kiwi. Ed è l’unico esportatore di rilievo dell’emisfero boreale. E’ inevitabile che molte nazioni li comprino da noi; è molto meno comprensibile che noialtri compriamo pomodori cinesi.

    Però vorrei fare una sottolineatura: noi importiamo dai cinesi polpa e concentrati, e non pomodori (che qui costerebbero una fischiata); il loro vantaggio non è in campagna, ma in fabbrica: spendono meno nella lavorazione.

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