Una petroliera russa ha attraversato il leggendario passaggio a Nord Est fra i ghiacci artici. Un’impresa analoga è già riuscita l’anno scorso.
E’ quasi aperto anche il passaggio a Nord Ovest, quello che costò tre anni di fatiche all’esploratore norvegese Roald Amundsen. L’apertura contemporanea dei due passaggi è verificata nel 2008, per la prima volta da decine e decine di migliaia di anni.
La banchisa si scioglie a ritmo accelerato, come negli ultimissimi anni: in giugno era sotto il minimo del 2007, l’anno dello scioglimento estivo record. Poi la situazione è un pochino migliorata.
Un disastro per il clima ma una manna per chi bada solo al portafoglio: il passaggio a Nord Est utilizzato dalla petroliera russa accorcia notevolmente la rotta, le spese e i rischi del trasporto merci via mare dall’Europa all’Asia. Guardate.
In blu la rotta polare, in rosso quella comunemente percorsa dalle navi da carico. Non c’è confronto.

Ora guardate la cartina con l’estensione dei ghiacci artici elaborata dal Nsidc (National snow ice data center) degli Stati Uniti. L’immagine si riferisce alla situazione di oggi: cliccandoci sopra si vede la versione aggiornata. La linea color arancio indica l’estensione media per il periodo.

La petroliera, carica di idrocarburi della società Novatek, è salpata il 14 agosto con la scorta di due rompighiaccio nucleari e con la benedizione delle autorità russe, e ha attraversato il passaggio a Nord Est pochi giorni più tardi.
La rotta polare attraverso il passaggio a Nord Est fu ufficialmente aperta al traffico internazionale dal Governo dell’allora Unione Sovietica nel 1991, ma non è mai stata usata in modo effettivo.
Su The Financial Express petroliera russa raggiunge l’Asia attraverso la rotta polare e il passaggio a Nord Est
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