Frane e alluvioni, con 4,1 miliardi si metterebbe in sicurezza l’Italia. I danni costano 5 volte di più

feb  10
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alluvioneBasterebbero 4,1miliardi di euro per mettere in sicurezza l’Italia, riducendo il dissesto idrogeologico: frane, alluvioni, smottamenti. Altro che i 6,3 miliardi previsti per il ponte di Messina. I calcoli sono nel piano presentato venerdì dall’Anbi (Associazione nazionale bonifiche, Irrigazioni e miglioramenti fondiari).

Nel 1994-2004 si sono spesi 20,946 miliardi di euro – più di cinque volte tanto – per cercare di rimediare alle catastrofi idrogeologiche. C’è un problema: gli appaltatori intascano molto di più a rimediare che a prevenire.

L’Ambi prospetta una miriade di piccoli e piccolissimi interventi. C’è un altro problema. Con un’unica grande opera e un solo grande appaltatore è più facile indirizzare i soldi pubblici verso gli amici e gli amici degli amici.

Secondo il ministero dell’Ambiente, il 68,6% dei Comuni ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico. Esse interessano 2.150.410 ettari, pari al 7,1% della superficie italiana.

Negli ultimi cinquant’anni i cosiddetti fenomeni naturali sono costati in media sette morti al mese. Sempre in media, un’alluvione o una frana ogni giorno e mezzo.

La fragilità dell’italico stivale si è aggravata in seguito al consumo del territorio e all’abusivismo edilizio. Come avverte l’Anbi, il risanamento è possibile solo a patto di rispettare le regole sull’uso del suolo. E questo è un ulteriore problema.

Il piano dell’Anbi non è una stima più o meno campata in aria. Discende, dice l’associazione, dalle osservazioni inviate dai Consorzi di bonifica e dal monitoraggio effettuato sul territorio ed è molto dettagliato: per ogni regione sono indicati sia la spesa sia gli interventi. Quasi tutti, sottolinea l’Anbi, possono essere immediatamente avviati.

Si tratta di sistemare torrenti, rogge, canali artificiali per adeguarli ai cambiamenti climatici e all’aumento della superficie cementificata, sulla quale l’acqua scorre invece di essere assorbita dal suolo.

E poi far manutenzione sugli argini, creare laminatoi (aree non edificate nelle quali le piene, in caso di necessità, possano sfogarsi senza creare danni), stabilizzare pendii, adeguare la rete delle fognature urbane. Piccoli interventi che creerebbero, oltretutto, diffuse occasioni di lavoro.

Dal bollettino Anbi Informa con 4,1 milioni di euro si metterebbe in sicurezza l’Italia da frane e alluvioni

Su Avvenire i danni e i morti in Italia per alluvioni e frane

Foto Flickr

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6 risposte a Frane e alluvioni, con 4,1 miliardi si metterebbe in sicurezza l’Italia. I danni costano 5 volte di più

  1. Francesco scrive:

    Non per niente, ma nella tabella dell’ANBI i milioni di euro sono 4183, cioè 4,183 miliardi. Occhio agli ordini di grandezza! :)

  2. maria scrive:

    Eccerto. Ho scritto “milioni” per miliardi, ora ho corretto. Grazie!

  3. Angelo scrive:

    L’Italia ha 8000 comuni.
    il 68% (5440) è a rischio idrogeologico
    4,1 mln / 5440 = 753 euro
    Con 753 euro ogni comune si mette in sicurezza.
    Forse avete avuto qualche problema con gli zeri.

  4. Flavio scrive:

    E come si rimetterebebro se continuano a costruire come pazzi?

  5. Pingback: L’Italia delle Alluvioni, piove Governo Ladro! : mdblog.it… il Blog di Massy Aka mdnet

  6. Pingback: Una Repubblica fondata sul lavoro? | Michele Dotti | Il Fatto Quotidiano

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