La Giunta comunale dispone che i supermercati vendano prodotti alla spina. Un germoglio di promettente novità spunta nell’emergenza rifiuti che soffoca Napoli mentre oggi Berlusconi torna in città con l’esercito e con tutto l’armamentario delle vecchie e fallimentari soluzioni emergenziali a base di discariche ed inceneritori.
Secondo me l’amministrazione comunale di Napoli poteva fare ancora meglio. Ma almeno ha imboccato la strada giusta.
Il problema dei rifiuti si risolve riducendo i rifiuti ed abolendo – tanto per cominciare – i contenitori che passano direttamente dal carrello della spesa alla pattumiera. Ecco cosa (finalmente!) ha deciso Napoli.
I maggiori media hanno parlato soprattutto dell’ordinanza con cui ieri il sindaco Rosa Russo Iervolino ha disposto fra l’altro che venga venduta solo verdura già “defogliata” per minimizzare gli scarti domestici e per raccogliere l’organico, diciamo, all’ingrosso.
L’ordinanza contiene secondo me un punto interessante e trascurato. Obbliga infatti i locali pubblici ad usare “bottiglie di vetro a rendere per la somministrazione di acqua e di altre bevande”.
Bisognerà vedere come verrà interpretata e fatta rispettare l’ordinanza: chissà se è eccessivo sperare che i bar vengano sanzionati anche quando servono bibite in lattina.
Ma oltre l’ordinanza c’è una delibera della Giunta comunale per ridurre i rifiuti. Prevede – udite, udite! – l’ “introduzione del sistema del vuoto a rendere per tutti i confezionamenti in vetro” e soprattutto la “realizzazione in ogni punto vendita della grande distribuzione di apposite attrezzature per la vendita di prodotti alla spina, sia alimentari che per l’igiene personale e della casa.
Praticamente una rivoluzione. Peccato che il vuoto a rendere del vetro sia previsto come optional e non un obbligo. Peccato anche che la vendita dei prodotti alla spina nei supermercati debba attendere il gennaio 2011 e i suggerimenti di una sorta di tavolo che coinvolgerà esercenti e consumatori.
Soprattutto non si fa parola della necessità di premiare chi fa acquisti alla spina e di scoraggiare decisamente invece chi mette nel carrello prodotti confezionati. Ma insomma mi sembra un buon inizio.
Sul sito del Comune di Napoli le disposizioni per ridurre l’emergenza rifiuti con l’ordinanza del sindaco e la delibera di Giunta
Sul Corriere del Messogiorno Berlusconi torna a Napoli con l’esercito
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Finalmente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ecco come uno dei casi più paradigmatici di peggiore insostenibilità può diventare un esempio virtuoso.
Meglio tardi che mai.
cosè il sistema “vuoto a rendere”?
Quello in vigore fino a qualche decennio fa il latte. Si vendeva nelle bottiglie di vetro: la prima volta pagavi qualche lira aggiuntiva di “deposito” per la bottiglia, poi ogni volta riportavi la bottiglia vuota al negozio e compravi quella piena. Infine, quando decidevi di smettere di comprare il latte, portavi la bottiglia vuota al negozio e prendevi indietro i soldi del “deposito”. Le bottiglie vuote erano ritirare dagli autocarri che portavano al negozio quelle piene; venivano lavate e imbottigliate di nuovo, senza passare per il riciclaggio del vetro e per la fabbricazione di nuove bottiglie