Pasqua, tempo di uova colorate in casa oppure usate per preparare pizze pasquali e torte salate a base di verdure.
Mi sembra il periodo migliore per parlare delle etichette sulle uova di gallina: come si leggono, e come si ricava il tipo di allevamento da cui provengono.
le etichette si trovano sul guscio e sulle confezioni. Sono composte da numeri e lettere. Iniziano sempre con un numero, da 0 a 3, e proprio il primo numero indica il metodo di allevamento.
Dice in sostanza se la gallina aveva la possibilità di muoversi e di razzolare, o se era imprigionata in una gabbia e aveva a disposizione uno spazio grande più o meno quanto una scatola da scarpe. Guardate.
Riprendo le illustrazioni dal sito Gallinelibere della Lav. Indicano bene dove si devono cercare le etichette, e dove è il numero che riguarda le condizioni di vita delle galline.

Il codice 0 indica il metodo di allevamento biologico. Le galline mangiano cibo proveniente da agricoltura biologica, senza pesticidi e concimi chimici di sintesi. Hanno accesso quotidiano ad uno spazio esterno pari a 2,5 metri quadrati per gallina; al coperto ci sono al massimo 12 galline per metro quadrato (che, se ci pensate, è comunque un bell’affollamento).
Le galline hanno inoltre a disposizione trespoli, lettiere e nidi in cui deporre le uova.
Con il codice 1 non cambiano gli spazi all’aperto e al chiuso e continuano ad esistere nidi, trespoli e lettiere. La differenza sta nel fatto che l’allevamento non è condotto con metodo biologico.
Il codice 2 è quello dell’allevamento a terra senza gabbie. Sempre nidi, trespoli e lettiere, ma 12 galline per metro quadrato, senza la possibilità di uscire dai capannoni.
Infine il codice 3 indica che le galline sono allevate in gabbia: a ciascuna è riservato lo spazio di 550 centimetri quadrati, cioè meno di un foglio di carta formato A4. Non possono razzolare, appollaiarsi, deporre le uova in un nido. Non hanno spazio nemmeno per aprire le ali. Nei capannoni, le gabbie possono essere impilate in altezza fino a quattro file.
La maggioranza delle galline italiane vive in questo modo: e non è affatto una bella vita.
Secondo il Rapporto socio-economico della Commissione Europea, produrre 12 uova da galline allevate in batteria costa 66 centesimi di euro. Ci vogliono 82 centesimi di euro per produrre 12 uova di galline allevate a terra e 98 centesimi di euro per produrre 12 uova di galline allevate all’aperto.
Significa che un solo uovo di gallina allevata a terra costerà 1,3 centesimi di euro in più rispetto ad uno di batteria e che un uovo all’aperto costerà solo 2,6 centesimi di euro in più rispetto ad uno di batteria.
Le etichette delle uova, dicevo, sono composte da molti numeri e lettere. Dopo il primo numero relativo alle condizioni di allevamento viene la sigla del Paese in cui esso è situato: IT sta ovviamente per Italia.
Le tre cifre successive indicano il comune in cui è situato l’allevamento, e sono seguite dalla sigla della provincia di appartenenza. Le ultime cifre rappresentano il codice che identifica l’allevamento in cui l’uovo è stato deposto.
Il sito Gallinelibere della Lav
Da Nanni Magazine il costo di produzione delle uova secondo i criteri di allevamento
Dal Corriere della Sera, le etichette delle uova
La prima foto viene da Flickr









Beati i luoghi dove ancora esistono le galline che razzolano in spazi liberi!!!
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