Il cemento diventa facile facile. Per costruire un edificio non serve più il permesso del Comune. Vale per un palazzo, ma anche per un albergo o un centro commerciale.
Lo prevede un emendamento alla manovra finanziaria approvato con entusiasmo bipartisan dalla Commissione Bilancio del Senato.
L’emendamento, proposto dal Pdl e criticato dal Pd solo perchè si poteva andare anche un filino oltre con la deregulation, prevede che le imprese possano aprire un cantiere con una semplice segnalazione.
Sempre che il testo venga approvato dal Parlamento, va in soffitta l’iter in base al quale, per aprire un cantiere, si presenta un progetto al Comune, che verifica se è coerente con i propri strumenti urbanistici e poi lo approva.
Va in soffitta anche la Dia (Denuncia di inizio attività) prevista in caso di opere interne o di ristrutturazione.
Basta presentare una segnalazione certificata da un tecnico: e si può partire col mattone. Tocca al Comune, semmai, dimostrare nel giro di un mese che l’edificio non può essere costruito.
L’emendamento, il numero 49.1000, è stato presentato dal senatore Azzolini, relatore della manovra finanziaria. La deregulation – ma loro preferiscono chiamarlo snellimento – riguarda l’inizio delle attività da parte delle imprese.
Gli unici a levare un grido di dolore sono i Verdi (dicono che la novità apre le porte al far west urbanistico) e il senatore Pd Della Seta, secondo il quale la nuova norma “è un salto all’indietro di mezzo secolo, un pericolo mortale per il paesaggio italiano”.
Di mio, aggiungo una cosa. Un ragionamento terra terra in campo economico, visto che la gente che ci governa tiene così tanto a questo settore.
Sono vuoti tanti capannoni delle aree industriali e artigianali. E’ vuoto il 20% degli appartamenti. I cartelli “Vendesi” e “Affittasi” sono sempre più numerosi agli angoli delle strade. Spianando la strada a un’ulteriore, inutile overdose di cemento, il prezzo degli edifici che già esistono (e di quelli di prossima costruzione) non potrà che continuare a scendere, così come accade ormai da anni.
Si scotteranno tanti piccoli risparmiatori che hanno investito nella casa i risparmi di una vita, e magari si sono anche indebitati. Ma prima o poi anche qualcuno, fra i grandi costruttori e le imprese, si troverà col cerino in mano. Mi stupisco che non ci pensi nessuno.
Dal sito del Senato l’emendamento 49.1000
il dibattito in Commissione Bilancio che ha portato all’approvazione dell’emendamento
Su Virgilio Notizie i Verdi: far west urbanistico
Su Il Secolo XIX mattone facile e dichiarazioni di della Seta
Su Repubblica silenzio-assenso per chi vuole costruire
Foto Flickr









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