Campagna a favore dell’acqua del rubinetto. E’ la migliore, ma ci aspettano rincari

mar  10
18

acquaBere acqua del rubinetto anzichè quella in bottiglia. La campagna organizzata per il prossimo fine settimana, per quel che mi riguarda, sfonda una porta abbondantemente aperta.

Ma credo sia opportuno parlarne per due motivi. Primo, al supermercato vedi tanta gente che si alleggerisce il portafoglio per caricarsi di bottiglie d’acqua: peggio che la bisnonna quando andava a prendere acqua alla fonte ai tempi che Berta filava, con la differenza che la bisnonna l’acqua la portava a casa gratis.

Secondo, la privatizzazione dell’acqua (che trasforma in merce un bene essenziale) produrrà rincari: e come se non bastasse c’è da aggiustare una rete idrica nazionale ridotta a un colabrodo (perdite medie del 35%, otto milioni di persone coi rubinetti a secco non solo d’estate), cosa che, hanno calcolato, provocherà un bel rincaro.

La campagna del prossimo week end è organizzata da Legambiente e Federutility. I punti a favore dell’acqua del rubinetto sono noti: costa poco, non si sprecano risorse per produrre bottiglie che passano direttamente dal carrello del supermercato alla pattumiera.

Insomma, l’acqua del rubinetto non inquina. L’acqua in bottiglia sì.

Ahimè, c’è l’annosa questione delle deroghe (indimenticata quella a suo tempo relativa all’atrazina) per rendere potabile anche l’acqua del rubinetto che in teoria non lo sarebbe. Le ultime riguardano le concentrazioni di arsenico in alcune zone del Centro-Nord.

Il rischio per la salute tuttavia è molto, molto remoto, dicono gli esperti: e poi l’acqua dell’acquedotto è sottoposta a numerosi controlli periodici da parte delle autorità pubbliche, mentre per quella in bottiglia ne basta uno all’anno, effettuato dall’azienda e accompagnato da un’autocertificazione.

E se l’acqua del rubinetto puzza di cloro? Basta lasciarla in una brocca per qualche ora, in frigo o a temperatura ambiente, e l’odore se ne va.

l problema, dicevo, sono semmai le condizioni della rete idrica nazionale, anche nell’ottica della privatizzazione che scaricherà sull’utente finale ogni costo possibile e immaginabile: o almeno, finora le privatizzazioni hanno prodotto questo risultato.

Se n’è occupata di recente Famiglia Cristiana, anche sull’onda (credo) della meritoria battaglia di padre Alex Zanotelli a favore dell’acqua pubblica. Il settimanale cattolico non arriva a tanto, e non prende posizione contro la privatizzazione. Però scrive una cosa interessante.

Le disastrose condizioni degli acquedotti italiani ci costeranno oltre 60 miliardi di euro distribuiti in 30 anni. Soldi che sborseremo con le bollette sempre più salate: come minimo 115 euro in più a testa ogni anno per 20 anni. Una bolletta più cara di 460 euro all’anno per una famiglia di quattro persone. Ecco, vedete come e perchè il servizio idrico fa gola…

Da Legambiente la campagna a favore dell’acqua del rubinetto

da Legambiente i controlli cui viene sottoposta l’acqua del rubinetto

Da Famiglia Cristiana rete idrica colabrodo, rincari in vista per l’acqua del rubinetto

Foto Flickr

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3 risposte a Campagna a favore dell’acqua del rubinetto. E’ la migliore, ma ci aspettano rincari

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