Qualcosa si muove nell’Anno della Tigre. Ai confini fra Cina e Russia si è avviato il primo progetto transfrontaliero per proteggere le tigri siberiane, conosciute anche come tigri dell’Amur.
Negli ultimi vent’anni le tigri sono diminuite del 97% circa. Nel mondo ne sono rimasti circa 3.200 esemplari (non entrano nel conto quelli in cattività), divisi fra le varie sottospecie e distribuiti in aree frammentate. Nel 1990 le tigri erano circa 100.000. La tigre siberiana è il più grande felino vivente. Ne restano appena 500.
Il Wwf International ha deciso di concentrare i suoi sforzi sulle tigri per salvarle dall’estinzione (il panda, storico simbolo dell’associazione, pare che se la sia ormai cavata) e rivendica a sè merito di aver contribuito all’intermediazione fra Russia e Cina.
Per ora il progetto transfrontaliero è solo ai primi passi. La provincia di Jilin, nella Cina nordorientale, e la vicina provincia di Primorsky in Russia, che ancora ospitano il raro felino, hanno accettato di collaborare formalmente per istituire un’area protetta dedicata alla tigre siberiana e alle altre specie minacciate della zona, come il leopardo dell’Amur.
In base all’accordo, le due province condurranno anche ricerche ecologiche congiunte e lanceranno una campagna anti-bracconaggio lungo il confine tra la Russia e la Cina. Si sono date infine l’obiettivo di adottare gli stessi sistemi di monitoraggio per le tigri e le loro prede,
La drastica riduzione delle tigri è legata alla distruzione del loro habitat, al disboscamento, alla sparizione delle prede. E poi c’è il bracconaggio: la pelle e alcune parti del corpo dell’animale sono ingredienti usati dalla medicina cinese tradizionale.
L’annuncio sul sito del Wwf International: accordo per la prima area transfrontaliera destinata alla protezione della tigre siberiana
Sul sito del Wwf Italia area protetta per le tigri ai confini fra Cina e Russia
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ricordate la tigre di Palermo ahahha ? ma poi l’anno presa?