Insieme a Brescia, Milano fa un altro tentativo per ripulire la sua aria inquinata. Prova con E-moving, cioè con le auto elettriche: le offre a nolo e costruisce una rete di punti di ricarica. Le due città lombarde saranno le prime in Europa ad possederla.
Dal tubo di scappamento di un’auto elettrica non escono sostanze inquinanti. Anzi, l’auto elettrica non ha nemmeno lo scappamento. Però siamo proprio sicuri che questa sia una strategia veramente ecologica? Io ho dei dubbi. Grandi come case.
Innanzitutto la notizia. Anche se la commercializzazione delle auto elettriche è attesa solo per l’anno prossimo, già da giugno Milano e Brescia avranno una rete di ricariche per le auto elettriche, predisposta dalla multi utility A2A.
Previsti 200 punti di ricarica a Milano (64 sul suolo pubblico e 136 in box, parcheggi aziendali, condominiali ed altre aree private) e 70 a Brescia.
La Citroen (e più avanti anche la Nissan) metterà a disposizione una flottiglia di 60 auto elettriche, dotate di autonomia di circa 150 chilometri ed offerte in leasing a privati e aziende a poco più di 500 euro al mese.
Caro? Mica detto. Per percorrere 100 chilometri bastano 2 euro di elettricità, mentre ce ne vogliono circa 10 di benzina.
L’auto elettrica è silenziosa. Non emette gas di scarico, e dunque può circolare anche in caso di blocchi del traffico. E’ più efficiente di quella con motore a scoppio: non significa solo che le emissioni sono spostate dal tubo di scappamento al luogo in cui viene prodotta l’energia elettrica. Significa che le emissioni sono in linea di massima inferiori, anche se con qualche distinguo.
E allora perchè dicevo di dubbi grandi come delle case? Punto primo, l’iniziativa di Brescia e Milano continua a puntare sulla mobilità individuale anzichè sul trasporto pubblico collettivo: compratevi un’auto ecologica nuova, se vi volete spostare.
Punto secondo, un’auto vecchia è più ecologica di un’auto nuova. Anche se risale più o meno ai tempi dei Flinstones.
Non ci credete? In effetti, ci si pensa di rado. L’impatto ambientale di una vettura è concentrato soprattutto durante la fase della produzione, che comporta l’uso di grandi quantità di energia. Dunque impiego di combustibili fossili (responsabili dell’effetto serra) e inquinamento.
E’ come se un’auto nuova di zecca avesse consumato circa 4.000 litri di benzina e percorso 73.000 chilometri prima ancora di aver posato le ruote in strada. E’ una valutazione vecchia di un paio d’anni, magari andrà un pochino ritoccata, ma rende l’idea.
Per calcolare l’effettivo impatto ambientale di un’auto, questa zavorra di inquinamento – questa sorta di peccato originale – va “spalmata” su tutti i chilometri che l’auto effettivamente percorre durante la sua esistenza. E dunque l’auto diventa più ecologica man mano che invecchia. Con buona pace dell’E-Moving milanese.
Sul Corriere della Sera a Milano E-Moving, auto elettriche a nolo e rete di punti di ricarica
Foto Flickr









Condivido le osservazioni a fine articolo riguardo l’impatto della produzione delle auto e riguardo la mobilita’ individuale. Una seria politica di mobilita’ cittadina dovrebbe puntare prima di tutto sul trasporto pubblico: il trasporto piu’ ecologico e piu’ moderno (l’auto non e’ nient’altro che la nuova versione del carro a cavallo), pero’ resta il fatto che un progetto come questo che tra le altre cose ha come obiettivo la realizzazione di una rete di distribuzione elettrica per veicoli elettrici apre la strada alla diffusione dei veicoli elettrici, cosa difficilmente praticabile se non ci fossero stazioni di rifornimento.
Se tutto andasse cosi’ sarebbe un ottimo risultato, pero’ si sta parlando di Italia e di una giunta comunale e regionale che di ambiente e di societa’ non ci capisce molto, stiamo parlando in una giunta infettata da criminalita’ organizzata, di una giunta che sta cementando la citta’… mhh qualche dubbio c’e’.
“Per percorrere 100 chilometri bastano 2 euro di elettricità, mentre ce ne vogliono circa 10 di benzina.”
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Tradotto in CO2 e non in euro?
La traduzione dipende dal modo in cui viene prodotta l’energia elettrica, e non solo da quello, Vagabond.
Navigando a partire da questo post, arrivi allo studio effettuato da alcune associazioni ambientaliste sulle auto elettriche e relative emissioni. E puoi farti un’idea d’insieme.
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