Con la recessione c’è stato un calo delle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra: c’era da aspettarselo. Ma questp calo è stata davvero impressionante, dice il Financial Times: una cosa così non la si vedeva da 40 anni.
Significa che la recessione ha provocato effetti superiori rispetto alla dissoluzione dell’Urss nel 1991, tanto per dire.
Si deducono due cose. Primo, si apre un’inaspettata “finestra di opportunità” (così la chiama il Financial Times) per raggiungere risultati significativi alla conferenza sul clima di Copenhagen. Secondo, la recessione che stiamo attraversando è davvero seria, se mai ci fosse bisogno di conferme. I dettagli.
Il Financial Times scrive che la notizia della netta riduzione delle emissioni di anidride carbonica è contenuta in uno studio dell’Iea (International energy agency) non ancora pubblicato, ma destinato ad essere reso noto appunto prima della conferenza di Copenhagen.
Non dice di quanto esattamente sono crollate le emissioni: solo che una diminuzione così forte non si era mai verificata negli ultimi quarant’anni. Niente ulteriori precisazioni: stiamo forse vivendo qualcosa di paragonabile alla crisi petrolifera e all’austerity del 1973?
L’anidride carbonica entra nell’atmosfera in seguito all’uso di combustibili fossili: gli impianti per la produzione di energia, le auto che usano benzina o gasolio.
La ragione del calo delle emissioni, scrive il Financial Times, è soprattutto la minore richiesta di energia . Inoltre la crisi ha indotto a cancellare o rimandare gli investimenti per costruire nuove centrali per la produzione di energia.
Il Financial Times riporta che secondo l’Iea un quarto del calo è dovuto alle regole per il contenimento delle emissioni imposte da Unione Europea, Usa e anche Cina. Sarà. Mi sembrano così embrionali queste regole… Figuriamoci allora cosa si potrebbe fare con una legislazione appropriata.
Sul Financial Times Non succedeva da 40 anni. Con la recessione impressionante calo delle emissioni di gas serra. Per leggere bisogna registrarsi gratuitamente
Il medesimo argomento su AFP: con la recessione impressionante riduzione delle emissioni
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Avendo un’economia mondiale basata sulle fonti fossili è normale che una recessione globale provochi riduzioni di emissioni di CO2.
Peccato che una notizia positiva per l’ambiente sia molto negativa per le persone.
E pensare che con sforzi minimi si potrebbe ridurre drasticamente la dipendenza dalle fonti fossili…
Ho portato l’auto a fare la revisione, non mi era sccorto di aver percorso l’ultimo anno giusto al metà dei km che solitamente percorro. L’aumento del carburante mi ha fatto bene. Ma con le rinnovabili, e il pieno gratuito di idrogeno tutto questo non sarà più un probema.
Gli “sforzi minimi” sono tali ai nostri occhi: sono molto onerosi per chi fa delle fonti fossili il core-business. Mi pareva di aver letto, mesi addietro, che alcune di queste aziende da tempo fanno ricerche sull’idrogeno&connessi: di solito ci si para il c..o per tempo!
Gli studi sono stati finanziati dai nuclearisti, riguardo le auto elettriche ed a idrogeno, ma a meno di una rincoglionizzazione massmediatica o una dittatura morbida di ferro, le auto elettriche e a idrogeno saranno alimentate solo dai pannelli fotovoltaici e i microgeneratori di idrogeno domestici. Le centari nucleari e le centrali di idrogeno non hanno motivo di esistere data l’antieconomicità rispetto le rinnovabili diffuse, decentralizzate e domestiche.
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