Dopo gli Stati Uniti anche la Cina vuole auto che consumino meno benzina

mag  09
28

traffico pechinoAnche la Cina vuol fare come gli Stati Uniti di Obama: imporre alle auto di consumare meno benzina.

Lo anticipa il New York Times, dicendo che le regole entreranno probabilmente in vigore all’inizio dell’anno prossimo.

La Cina che non è più ostile all’idea di ridurre le sue emissioni di gas serra si converte all’ambientalismo? Non esattamente, pare. Così come peraltro non c’è solo l’ambientalismo (anzi!) dietro agli standard di efficienza energetica per le auto voluti da Obama.

In base ali standard di efficienza energetica per le auto voluti da Obama, entro il 2016 le auto dovranno percorrere almeno 35 miglia con un gallone, cioè circa un litro di benzina per 15,4 chilometri. Rispetto agli standard europei è come sfondare una porta aperta. Però negli Usa le auto in media ora percorrono appena 25 miglia con un gallone.

Queste misure non mirano solo a limitare le emissioni. Sono anche occasione di rilancio per l’industria automobilistica americana, duramente colpita dalla crisi.

In Cina, secondo le anticipazioni del New York Times, le auto dovranno migliorare del 18% la loro efficienza energetica entro il 2015. Già ora hanno un consumo medio di 35,8 miglia al gallone (molto vicino all’obiettivo che Obama ha fissato per gli Stati Uniti entro il 2016); per il 2015 dovranno arrivare a circa 42,2 miglia al gallone.

Non è solo ambientalismo, dicevo. Sempre secondo il New York Times, il desiderio di ridurre le emissioni di gas serra legate all’uso di combustibili fossili è un ingrediente minoritario della decisione ormai presa dalla Cina.

Al primo posto c’è la necessità di ridurre le importazioni di petrolio e di diminuire l’inquinamento dell’aria nelle aree urbane. E c’è anche il desiderio di migliorare la competitività internazionale delle auto cinesi. Però tutto fa brodo, no?

Sul New York Times dopo gli Stati Uniti anche la Cina vuole auto che consumino meno benzina

Foto Flickr

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4 risposte a Dopo gli Stati Uniti anche la Cina vuole auto che consumino meno benzina

  1. Maurizio T. scrive:

    ‘Però tutto fa brodo, no ?’: mica tanto. Realizzare un nuovo parco auto avrebbe un costo energetico pesantissimo, unitamente ad un maggior sfruttamento delle (scarse ed energeticamente dispendiose) risorse minerarie. Meglio sarebbe tenersi quel che si ha utilizzandolo al minimo e/o, quando si può, provedere al retrofit con motori elettrici

  2. maria scrive:

    Non mi risulta che la Cina organizzi una rottamazione che, quella sì, sarebbe una pessima idea. Ho detto che la rottamazione è un disastro per l’ambiente quando l’ha organizzata l’Italia
    http://blogeko.libero.it/2009/non-chiamateli-eco-gli-incentivi-del-governo-alle-auto-non-hanno-nulla-di-ecologico/
    e l’ho ripetuto quando mi è venuto il sospetto che anche Obama volesse incamminarsi sulla stessa strada
    http://blogeko.libero.it/2009/e-ufficiale-standard-di-efficienza-per-le-auto-usa-vuoi-vedere-che-ora-obama-vara-la-rottamazione/

  3. Maurizio T. scrive:

    Bene, scusa se ho inteso male, ma rimane il fatto che la mobilità individuale, così com’è stata concepita negli ultimi decenni, è alla frutta. Ci piaccia o meno, dovremo riconsiderare l’idea che abbiamo degli spostamenti, limitandoci per tornare ai livelli dei nostri nonni o quasi. Fatte salve, beninteso, le persone con ampie disponibilità, economiche o meno

  4. dian scrive:

    Sarebbe possibile da domani iniziare a non essere più schiavi del petrolio e dei padroni del mondo che ce lo impongono, altro che consumare meno benzina, o fare le targhe alterne, ma le vere energie pulite, rinnovabili, e gratuite, non possono essere utilizzate finchè questa gentaglia governerà le nostre vite.
    Risvegliatevi

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