Il tornado in Oklahoma. Come si è formata quella trottola distruttuva di nubi. Video

tornado ad Oklahoma CityGià molto si è detto e scritto a proposito del devastante tornado che ieri ha triturato Moore, sobborgo di Okalhoma City e davanti al quale impallidiscono gli analoghi fenomeni di qualche giorno fa in Italia.

Vorrei però mostrarvi un filmato che davvero merita di essere visto. Mostra la genesi del tornado. Una sorta di cono scende sempre più giù, dalle nuvole verso la terra; tocca il suolo a forma di proboscide, diventa una trottola gigantesca e distruttiva di vento e nuvole. Il video è dopo il “continua”. Continua a leggere

Domani l’Ue discute di fracking. Il destino della Pianura Padana si gioca su un numero

frackingDomani l’Unione Europea decide indirettamente il destino della Pianura Padana. Si svolge a Bruxelles un summit in cui si parlerà di energia.

In realtà – l’ho scritto qualche giorno fa – si parlerà di estrarre gas in Europa con la tecnica rovinosa del fracking, per la cui applicazione esistono già richieste relativa all’Emilia e alla Lombardia e che, secondo alcuni, potrebbe dare frutti in vaste aree della Pianura Padana orientale.

Visto che ai cosiddetti decisori l’ambiente (al di là dei proclami) di solito interessa poco, la decisione e il destino della Pianura Padana si giocano sui numeri: cioè sulla forbice fra le divergenti stime del gas europeo estraibile col fracking. Continua a leggere

Il terreno che ribolle. Nella Bassa ora c’è anche un “vulcanetto” fra i campi. Video

"vulcanetto" nel campoUn “vulcanetto” in un campo e non più soltanto un rumore. Ci sono aggiornamenti dalle zone dell’Emilia e della Lombardia duramente colpite un anno fa dal terremoto e in particolare da San Giovanni del Dosso, il paesino della Bassa mantovana dove – almeno dalla settimana scorsa – il terreno “ribolle”.

Il fenomeno si verifica in una vigna. Gli esperti, per studiarlo, hanno scavato una buca nel punto in cui si sentiva una sorta di gorgoglio. La buca, con la pioggia degli ultimi giorni, si è riempita d’acqua: e ora (oltre a sentirsi) si vedono chiaramente le bolle di gas che salgono continuamente in superficie.

Il gas – l’ho già scritto – non è metano. Potrebbe forse essere anidride carbonica: sono in corso esami dopo i prelievi effettuati dagli esperti. Cosa è, e cosa significa, questo strano fenomeno? Prima il video, poi i dati e le ipotesi. Continua a leggere

Bentornata, lince! Considerata estinta da secoli, è ricomparsa sull’Appenino. Foto

lince fotofrafata nell'appennino forliveseLa presenza della lince nell’Appenino ora ha la patente di ufficialità. L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha appena pubblicato la notizia che l’animale è stato addirittura fotografato (una delle immagini è a lato) a Santa Sofia, un piccolo comune vicino a Forlì, in Emilia Romagna.

L’Ispra scrive che “con tutta probabilità” è frutto di “esemplari rilasciati” dall’uomo “in anni recenti”, poichè – dice – la lince è considerata estinta nell’Italia peninsulare fin dal Seicento ed è inverosimile che sia arrivata fin lì dalle Alpi.

Tuttavia tante autorevoli voci (del Parco d’Abruzzo compreso) hanno sempre sostenuto che l’elusivo felino non è mai completamente sparito negli Appennini centrali e meridionali. Senza contare che procurare e liberare delle linci non è mica tanto facile, oltre ad essere illegale.

Comunque stiano le cose, l’arrivo della lince è una buona notizia non solo per la natura ma anche per chi coltiva la terra e alleva bestiame. Stentate a capacitarvi? Continua a leggere

L’ultima corsa all’oro. L’Onu pubblica linee guida per miniere sul fondo del mare

miniere sotto i mariLa corsa all’oro negli abissi si fa sempre più concreta. L’Isa (International seabed authority), la branca delle Nazioni Unite che si occupa di fondali oceanici, ha pubblicato lo scorso fine settimana un documento che fissa le linee guida per l’estrazione mineraria a grande profondità.

Del resto, vaste aree dei fondali sono già state assegnate in concessione. Il passaggio alla fase operativa, dicono le Bbc News, potrebbe avvenire nel 2016. Non senza danni ambientali: la stessa Isa anzi li definisce “inevitabili”. Continua a leggere

Seminato il riso a 15 chilometri da Fukushima, in un’area in cui è vietato abitare

risaia - la grande ondaNon è destinato alla mensa aziendale dei dirigenti Tepco – l’azienda proprietaria di Fukushima – nè sarà servito ai ministri giapponesi. Prenderà la via del mercato il riso appena seminato a circa 15 chilometri dalla centrale nucleare affetta da triplo meltdown, in un’area in cui è tuttora vietato abitare.

Significa che quel riso, una volta raccolto, andrà in giro per il mondo e finirà magari nel mio piatto: o forse nel tuo, lettore. Continua a leggere

Non è fracking ma… Seconda puntata: la tecnica usata nei pozzi di gas al largo dell’Abruzzo

piattaforma offshoreE’ da poco on line in versione completa l’articolo pubblicato dall’Oil & Gas Journl sul trattamento spinto applicato 13 anni fa ai pozzi di gas della piattaforma “Giovanna”, al largo dell’Abruzzo: la produzione, scopro ora, venne triplicata iniettando fluidi che, si deduce con un calcolo, ammontavano a circa 20.000 litri al giorno. Ho parlato di “Giovanna” nel post che ho pubblicato poco fa, basandomi sulle righe iniziali del saggio visibili sul sito dell’Oil & Gas Journal.

Il collega Marco Pagani, che scrive su Ecoblog con il nickname di EcoAlfabeta, ha inserito sulla piattaforma Scribd l’intero testo. Descrive tecniche che furono usate nel 2000. Chissà come si sono evolute in tutti questi anni… Continua a leggere

Non è fracking ma… Tecniche “spinte” per estrarre gas al largo dell’Abruzzo

piattaforma giovannaGià 13 anni fa si impiegavano tecniche – diciamo – spinte per sfruttare i giacimenti di gas del mare Adriatico attraverso la piattaforma “Giovanna” (foto), al largo di Roseto degli Abruzzi. Anche se non si possono indicare queste tecniche col nome di fracking, le parole usate per descriverle girano in qualche modo attorno al concetto.

La notizia viene dal blog di Pietro Dommarco, l’autore del libro “Trivelle d’Italia”, che per “Giovanna” ha parlato apertamente di fracking. L’Eni-Agip, allora titolare di “Giovanna”, ha smentito ma la contestuale replica di Dommarco non è stata una retromarcia: “Resto dell’idea che il mare Adriatico, in Abruzzo, sia stato un laboratorio per la sperimentazione di tecniche “estreme” per la produzione di gas”. Io ora lascio parlare i fatti: e voi fatevi la vostra idea. Continua a leggere