Pubblicate le due sentenze del Tar che bloccano il mais Ogm Mon 810 della Monsanto

due sentenze del tar contro il mais ogm

Sono on line da pochi minuti sul sito del Tar Lazio le due sentenze che rigettano il ricorso di altrettanti agricoltori (Silvano Dalla Libera e Giorgio Fidenato) contro il decreto ministeriale che, lo scorso anno, ha imposto un provvisorio e inapplicato divieto di coltivare il mais Ogm Mon 810 della Monsanto. Significa che in Italia – almeno per ora – non si può seminare quel mais geneticamente modificato.

Le due sentenze sono praticamente equivalenti. Dicono in sostanza: è vero che l’Unione Europea vieta all’Italia di vietare la coltivazione del mais Ogm, ma la legislazione dell’Ue consente ad uno Stato membro divieti provvisori qualora abbia nuove informazioni a proposito di rischi per la salute e per l’ambiente. L’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) è l’ente preposto a valutare questi rischi; dal 2011 in poi si è espressa in modo cauto sul Mon 810; la Commissione Europea deve ancora prendere in considerazione le nuove cautele; fino a che questo non avverrà, l’Italia in nome del principio di precauzione può provvisoriamente vietare la coltivazione del Mon 810. Continua a leggere

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    La situazione precipita in Ucraina. Una guerra per l’energia bussa alle porte dell’Europa

    ucraina conflitto alle porte

    La situazione sta precipitando in Ucraina. Una guerra per l’energia bussa alle porte dell’Europa: il controllo dell’Ucraina è cruciale per stabilire da chi gli europei devono comprare il gas e quanto devono pagarlo.

    Qui su Blogeko ho scritto di tante volte delle minacce legate alla natura e alle sue risorse che incombono sul mondo: l’acqua, il cibo, il clima... Ma settant’anni di pace hanno rimosso dal pensiero europeo la possibilità di un conflitto armato. Invece è il caso di pronunciare di nuovo le antiche parole: a peste, fame et belloContinua a leggere

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      L’economia non è fatta di capitale e lavoro. Il ruolo dell’energia e del picco del petrolio

      Gaël Giraud

      Gli economisti sono miopi (anzi: sono proprio ciechi) dal momento che si ostinano a prendere in considerazione solo il capitale ed il lavoro. Invece dovranno prima o poi rassegnarsi: l’economia, come ogni attività umana, dipende dalle risorse naturali. Sembravano inesauribili anche solo 30 o 40 anni fa e nessuno si poneva il problema. Ma ora tocchiamo con mano i loro limiti: dunque il ministero dello Sviluppo economico merita semplicemente di diventare un sottosegretariato del ministero dell’Ambiente.

      La regina delle risorse naturali è l’energia, che attualmente si ricava soprattutto dai combustibili fossili: petrolio, gas, carbone. In Francia, finalmente, un economista di primo livello sta assegnando all’energia il ruolo che le spetta. Si chiama Gaël Giraud (foto).

      Giraud dice che la crescita economica dipende soprattutto dal consumo di energia, e solo in netto subordine dal capitale e dal lavoro. Sostiene di conseguenza: dato il picco del petrolio (e l’incapacità, aggiungo io, di colmare il gap da parte degli idrocarburi non convenzionali), l’unica via per la prosperità è la transizione energetica che ci porti a diminuire l’importanza dei combustibili fossili. Traduzione: l’unica via verso la prosperità sono le energie rinnovabili, che l’Italia e l’Ue si affannano invece ad affossare. Continua a leggere

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        Campeggio per 32.000 persone in un’area protetta. Raduno nazionale Scout a San Rossore

        parco di san rossore

        Immaginate: 32.000 persone che campeggiano in un’area protetta. Il raduno nazionale degli Scout Agesci (l’ultimo appuntamento del genere fu trent’anni fa) è in programma in agosto nel Parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciucoli, in Toscana (foto). Un luogo fatato e magico dove si va in punta di piedi ad apprezzare la natura. Ma se i piedi in questione diventano 64.000, con annesse tende, servizi igienici, palchi per le manifestazioni, illuminazione ed altoparlanti

        Sono scout, sono bravi ragazzi. Il direttore del Parco dice che sarebbe diseducativo non lasciarli entrare. Al contrario, secondo me invece sarebbe diseducativo proprio consentire loro di campeggiare in 32.000 all’interno del parco. Finirebbero per pensare che non è indispensabile avvicinarsi alla natura con discrezione ed in punta di piedi. Continua a leggere

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          Arrivano 29 sementi “open source”. Sono riseminabili e non possono essere brevettate

          sementi di ortaggi open source non brevettabili

          Sementi di ortaggi e di cereali non brevettate e non brevettabili. Negli Stati Uniti vengono rese disponibili in questi giorni 29 varietà di zucchini, zucche, cavolo nero, orzo, farro, insalata, carote, peperoni, orzo eccetera riseminabili e gratuite come il software open source: nel senso che chi le usa si impegna a non trasformarle in un prodotto su cui detiene i diritti commerciali. Idem per le eventuali nuove varietà da esse derivate.

          Si tratta di un evento in grado di modificare – almeno potenzialmente – le regole che negli ultimi decenni presiedono alla produzione del cibo: ossia il netto predominio delle varietà ibride create dalle aziende sementiere. Le sementi degli ibridi sono da acquistare (e da pagare) ogni anno dal momento che le piante figlie non mantengono le caratteristiche delle piante madri: in questo senso si tratta di varietà non riseminabili, al contrario di quelle che vengono dagli Stati Uniti e che sono disponibili per la spedizione anche in Italia. Continua a leggere

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            Anni passati invano. Le api muoiono di nuovo in concomitanza con la semina del mais

            api muoiono in concomitanza con la semina del mais

            Sembra di essere tornati indietro di sei anni. Come nel 2008 in varie aree della Pianura Padana le api muoiono in concomitanza con la semina del mais. Lo riferisce l’Unaapi (Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, sottolineando come da poco tempo siano stati autorizzati nuovi “concianti”, cioè insetticidi con cui trattare la semente. Uno di questi preparati è un neonicotinoide che non rientra nel parziale e temporaneo divieto varato alcuni mesi fa dall’Unione Europea.

            Non ripeterò mai abbastanza che dall’impollinazione effettuata dalle api dipende il nostro cibo. E che – verosimilmente – come le api muoiono anche altri insetti: solo che non ce ne accorgiamo. Li chiamiamo campi, in realtà sono un deserto. Pensate anche alle molte piccole vite selvatiche che si nutrono di insetti: le rondini, le rane, i rospi… Continua a leggere

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              Idee per la Pasquetta ecologica. Raccogliere e cucinare le ortiche. Quattro ricette

              cucinare le ortiche

              Buona Pasqua, lettori, e un’idea ecologica per domani, il giorno di Pasquetta che la tradizione dedica alla gita fuori porta. Non prendete l’auto, inforcate la bici e andate a raccogliere le ortiche. Sono ottime da mangiare.

              Volevo cercare per voi ricette a base di molte erbe spontanee primaverili – borragine, tarassaco, luppolo – ma trattengo i link: bisogna avere un minimo di pratica per riconoscerle, non vorrei essere l’indiretta causa di guai. Le ortiche invece sappiamo distinguere tutti, no?, bambini compresi, dato che pungono. Ma una volta cotte, le ortiche sono una carezza per il palato. Certo, bisogna raccoglierle comunque con rispetto: ma non rischiano mica l’estinzione, anzi sono considerate addirittura infestanti. E allora domani cercate le ortiche giovani e poi fate un salto in cucina, per trasformarle in polpette, risotto, frittata e torta salata. Ricette facili, gustose, vegetariane e soprattutto low cost. Continua a leggere

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                Ne restano solo 40. Una malattia del bestiame domestico ha ucciso un’orsa marsicana

                orso marsicano

                Ditemi che ho sbagliato film, vi prego. L’orsa marsicana invano soccorsa circa un mese fa nel Parco nazionale d’Abruzzo è morta per una malattia trasmessa dal bestiame domestico, che spesso viene lasciato al pascolo brado all’interno del Parco. Non si tratta di pseudorabbia – come inizialmente si temeva – ma di tubercolosi bovina: rispetto alla quale da oltre mezzo secolo gli allevamenti italiani sono controllati capillarmente, con abbattimento obbligatorio e divieto di spostamento dei capi infetti per evitare il contagio agli uomini e ad altri animali.

                Gli orsi marsicani sono appena una quarantina, sparsi sugli Appennini fra Abruzzo, Lazio e Molise. Non vivono in nessun altro luogo al mondo. La tubercolosi bovina è una malattia a lento decorso: lenta per lo meno nelle mucche, non ho trovato informazioni relative agli orsi. La domanda ora è: da quanto tempo l’orsa era infetta, come stanno i cuccioli che essa ha allevato negli ultimi anni? Continua a leggere

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